E' perlopiù dovuta all'incapacità
individuale di metabolizzare sostanze presenti negli alimenti. Gli effetti
non sono mai immediati (come invece accade nel caso di allergia, in
cui si ha una produzione immediata di Ige rilevabili anche dagli esami
standard) e si accumulano nel tempo.
Per migliorare decisamente l'alimentazione
e la salute dell’uomo è quindi importante studiare la propria
sensibilità alimentare attraverso un test di intolleranza, che
evidenzi quali sono i cibi che danneggiano il singolo soggetto. Se le
combinazioni alimentari devono essere seguite da tutti in modo generalizzato,
al contrario non esiste invece nulla di più personalizzato di
questo test di intolleranza.
Vi sono vari sistemi per scoprire quali alimenti ci danneggiano e vanno
da metodi empirici quali il test chinesiologico, al DRIA test, al test
con apparecchiatura di Biorisonanza, all’Allitest, al nuovo test
del sangue ospedaliero, eccetera. Vediamoli un po' più nel dettaglio:
1) Il metodo chinesiologico consiste nel fare un test di tonicità
muscolare “a vuoto” e poi ripeterlo mettendo a contatto
il soggetto con i singoli alimenti. Tutti quelli che creano problemi
faranno diminuire la risposta muscolare del soggetto. Nella pratica
ve ne sono diverse tipologie; il più noto consiste nel far alzare
ad esempio un braccio orizzontalmente alla spalla chiedendo al soggetto
di tenerlo rigido, quindi nell’appoggiare una mano all’altezza
del gomito o più sopra e nel fare una pressione costante verso
il basso sentendo la resistenza che il soggetto pone. Tale resistenza
viene quindi immediatamente messa a confronto con quella rilevabile
facendo la stessa pressione, nello stesso punto del braccio del soggetto
che però, questa volta, tiene nell’altra mano o in bocca
un alimento (zucchero, caffè, ecc.) da misurare. Se la resistenza
appare minore il soggetto non tollera o tollera poco quel particolare
alimento.
Il pregio di questo test sta nel fatto che è facilmente applicabile,
anche volta per volta, prima di mangiare un certo piatto, mentre il
difetto principale è che può essere soggetto ad errori
da parte di chi effettua la misurazione per aver esercitato due pressioni
non identiche fra loro, oppure da parte del soggetto che potrebbe aver
tenuto il braccio rigido durante le due misurazioni in due modi diversi,
o ancora perché col tempo la forza del soggetto varia tendendo
progressivamente a diminuire e questo dà valori alterati di resistenza.
2) Il secondo metodo, detto DRIA
test, consiste in un analogo metodo chinesiologico, effettuato però
con l’aiuto di apparecchiature che misurano la forza muscolare.
In questo caso l’unica differenza è che non c’è
l’errore di chi effettua la misurazione perché è
sostituito dalla macchina, ma sono identici gli altri due.
3) Il test effettuato con l’apparecchiatura
di Biorisonanza è un test molto attendibile perché si
basa sulle frequenze corporee del soggetto messe in relazione con le
frequenze dei singoli alimenti ed è molto rapido.
4) L’Allitest è
un metodo molto valido che consiste nell’effettuare un test di
sensibilità direttamente sul sangue del soggetto a cui ovviamente
va effettuato un prelievo. Un difetto è dato dal fatto che il
risultato non è immediato e che il costo non è sempre
alla portata di tutti.
5) Il Test del sangue ospedaliero
è l’ultimo nato e potrebbe essere attendibile, ma viene
effettuato finora, con prezzi comunque alti, su un numero molto limitato
di alimenti.
6) il Citotest consiste nel prelevare
il sangue mettendolo "a confronto" con sostanze alimentari
e osservando l'effetto al microscopio. Un difetto è quello che
non sempre segnala "tutte" le intolleranze.
PERCHE' SI PUO' ESSERE
INTOLLERANTI VERSO UN CERTO ALIMENTO ANZICHE' UN ALTRO?
Si è sensibili a certi cibi per diversi motivi:
1) si può essere geneticamente intolleranti verso qualche alimento
il quale contiene sostanze che, per carenze o eccessi personali, induce
e indurrà sempre problemi.
2) Si può essere intolleranti ad un certo alimento perché
lo si consuma troppo. C’è chi mangia ogni giorno uva oppure
pasta e così via ed il corpo comincia a creare disturbi funzionali
che si trasformano col tempo in veri e propri problemi organici.
3) Un altro motivo di intolleranza è dovuto alle caratteristiche
dell’alimento stesso in relazione allo stato di salute del soggetto.
Se, ad esempio, vi è un eccesso proteico nel corpo l’individuo
sarà tendenzialmente sensibile verso tutti gli alimenti che contengono
un quantitativo di proteine che superi un certo limite. Oppure se vi
è il colesterolo alto si tende a divenire sensibili a tutti quegli
alimenti che lo alzano ulteriormente e così via.
4) L’ultimo motivo è quello di essere sensibili ad un alimento
perché contiene ingredienti che non si tollerano perché
presenti in qualche cibo a cui si era già sensibili precedentemente.
È questa una sensibilità indiretta.
QUANTO TEMPO DURA UNA
TERAPIA CONTRO LA SENSIBILITA' ALIMENTARE BASATA SULL'ASTINENZA DAL
CIBO "INCRIMINATO"?
Per rispondere a questa domanda occorre sapere che l’intolleranza
alimentare genera disturbi e la creazione di veri e propri anticorpi.
Dopo circa tre mesi di astinenza totale dall’alimento a cui si
è sensibili, le intolleranze del secondo, terzo e quarto tipo
sono superate, perché i globuli bianchi se, nel frattempo, quell’alimento
non viene mai utilizzato, non trasmettono le informazioni di quella
particolare intolleranza ai globuli bianchi nascenti. Per quanto riguarda
l’intolleranza di primo genere raramente viene ad essere neutralizzata,
perché genetica.
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